Le Voci negate tornano a parlare

Riflessioni libere di un’esperienza

Le voci negate sono un viaggio di scoperta. Conoscevo benissimo il punto di partenza e come far emergere i contenuti.

Certo lo psicodramma è stato il sostegno. Il pensiero psicodrammatico che non discute le verità soggettive, ma crea un canale perché possano emergere da noi e confrontarsi con il mondo fuori. Nello psicodramma nessuno mette in dubbio la verità altrui, solo chi la esprime può farlo.

È il confronto con il gruppo, (con la società, con la realtà che permette ad ognuno di trovare una via perché la propria realtà possa trovare il giusto equilibrio fra la mia soggettività e il mondo.

Ho appreso dal maestro Gianni Boria che lo psicodramma è “psiche in azione” ed è opera dello psicodrammatisti creare situazioni in cui le persone possano esprimersi. È la creazione del contenitore che permette di veicolare il contenuto della verità soggettiva.

Da qui in poi questa forma mentis è stata contaminata dalle modalità del teatro, che prevedono la necessità di rendere fruibile ad un pubblico la comprensione dei contenuti e di costruire una struttura ripetibile.

E qui è la nuova scoperta: cosa accade ora? La spontaneità si perde? L’atto creativo si spegne?

Posso dire di no. E la grande scoperta che ho vissuto nell’esprimere del teatro è la possibilità di poter trovare il modo di esprimere la propria verità in modo spontaneo convogliandola negli spazi del proprio personaggio, della propria “parte”. Più si fa e più si scovano aree nelle quali ci si può esprimere.

Ed ora che sono passate un paio di settimane dalla prima rappresentazione e in attesa delle prossime esploro con curiosità queste novità… Ma non avrei mai potuto farlo senza lo splendido gruppo che mi sta accompagnando!

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