Violenza di genere

La ricerca Istat sulle violenze di genere del 2014 riporta che il 31,5% delle donne fra i 16 e i 70 anni ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Si tratta di 6 milioni 788 mila donne che hanno vissuto questo tipo di esperienza.

La violenza di genere quando è agita può essere accompagnata da quella economica e psicologica.

La stessa ricerca Istat riporta che il 26,4% delle donne hanno subito violenza psicologica o economica dal partner attuale. Mentre il 46,1%  da parte di un ex partner.

Spesso le donne all’interno di una relazione tendono a giustificare il partner attribuendosi la responsabilità di aver causato un comportamento violento nei propri confronti. Nella maggior parte dei casi, invece, non esistono delle vere cause, ma chi agisce violenza si sente autorizzato a farlo, è addirittura convinto che sia un suo diritto. E’ evidente quindi che le basi della violenza di genere siano culturali. Sempre dai dati Istat nel 28,1% dei casi la donna ha dichiarato che la lite è stata originata da futili motivi o addirittura da nulla di particolare (9,3%). oppure per la gelosia del partner (27,9%).

La violenza di genere è fortemente influenzata dalla cultura

E’ quindi necessario parlare del problema per permettere il cambiamento nella mentalità e nella cultura che ancora resta ancorata a retaggi culturali che giustificano la violenza con delle provocazioni femminili, permettendo un cambiamento da parte delle istituzioni. Troppo spesso le segnalazioni di violenza, abuso e stalking vengono sottovalutate dalle istituzioni.

Contemporaneamente a questo è importante anche sensibilizzare le donne a chiedere aiuto il prima possibile, ai primi segnali di violenza senza attendere il peggio.

Se nella coppia il partner inizia a denigrare la partner, ad allontanarla dai propri affetti, a controllarne gli spostamenti e le attività, a gestire il denaro togliendole l’autonomia, a svilirla nel proprio essere, è necessario che la donna pensi a proteggere sé stessa. Entrare in questa spirale distrugge l’autostima, mina le basi della salute psicologica. Le donne passano le proprie giornate a stare attente al proprio modo di essere, di comportarsi. Stanno attente a compiacere il proprio uomo, ma non è mai abbastanza, non si è mai abbastanza brave, abbastanza belle, abbastanza intelligenti.

Quando le donne si rivolgono allo psicoterapeuta arrivano distrutte, provate, affaticate, senza speranza. Le loro energie sono concentrate soltanto sul tentare di gestire le reazioni altrui, non ci sono più i loro desideri, i loro bisogni. Ciò che vogliono non esiste più. Sopravvivono, spesso il loro unico appiglio alla vita sono i figlia. Capiscono razionalmente che si stanno spegnendo, ma restano legate a un sentimento, perverso e ambivalente, che non permette di staccarsi da colui che le sta distruggendo.

Chiudere le relazioni con i partner violenti è il punto di partenza necessario per tornare a vivere.

Il modo per uscire dalla violenza di genere è ripartire da Sé, ricominciare a scoprire le proprie risorse, ricostruire la propria autostima, le proprie relazioni amicali e familiari. Imparare nuovamente ad ascoltarsi, ad affermarsi e ad autorizzarsi a vivere. Il lavoro terapeutico è necessario per comprendere i segnali di pericolo, per proteggersi ed evitare di trovarsi nuovamente in relazioni violente.

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